Chioggia si prepara a perdere circa 1500 turisti l'anno. Sono i passeggeri delle motonavi Vita Pugna e Ave Maria, ormeggiate fino a qualche giorno fa all'estremità di punta Poli, di fronte all'isola di San Domenico: ai battelli che praticavano la tratta fra Mantova e Venezia -riporta il Gazzettino oggi in edicola- era stato consentito di attraccare solo per due ore al giorno, escludendo la notte in quanto nella zona avviene lo scarico dei prodotti ittici destinati al vicino mercato all'ingrosso. Ma nella Vita Pugna e nell'Ave Maria pernottavano appunto i turisti, provenienti spesso dalla Germania, dalla Francia e dal Nord Europa: entusiasti del centro storico, non mancavano di girarlo in bicicletta arancione, di visitarne le bellezze e di riverberarle nei network, aiutando così massicciamente la promozione della città e facendosi testimonial per i futuri viaggi di amici e conoscenti. I cicloturisti della società Girolibero apprezzavano in particolare la torre campanaria di Sant'Andrea, e frequentavano anche il mercato settimanale del giovedì. Ora i due barconi hanno trovato collocazione a Pellestrina, dalla quale è più facile raggiungere Venezia -meta ultima del viaggio- e comunque tornare a Chioggia: ma il tempo per una seria pianificazione organizzata del turismo di qualità, sostenibile a livello ambientale e prodigo di ritorni, in laguna sud è ancora lontano.

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