giovedì 29 marzo 2018

DA MESI POCHE NAVI IN BANCHINA AL PORTO DI CHIOGGIA: PESCAGGIO E GOVERNANCE LE EMERGENZE SECONDO GIULIANO GODINO

Il porto di Chioggia langue. Dall'inizio dell'anno, nei primi tre mesi, si alternano al massimo una o due navi in banchina: per lo più merci rinfuse, si sconta il calo del commercio dei tondini di ferro. Ciò nonostante la commessa dal Qatar per i metatubi olandesi, firmata a febbraio e operativa per due anni: ma la prima nave partirà per il Medio Oriente solo a giugno. Se è vero che il calo dei movimenti è generalizzato in tutti i porti, a Chioggia vige una sorta di “port difficulty” in contrasto alla “port facility” ovvero la prassi delle operazioni: a sostenerlo è Giuliano Godino, spedizioniere con Gosped e già deputato di Forza Italia. «Si tratta – dice Godino – di situazioni che scoraggiano gli armatori a scegliere lo scalo di Chioggia. In primis il pescaggio, visto che quello richiesto è di almeno 8.5 metri. Inoltre bisogna pareggiare i livelli di pescaggio fra le varie banchine, dato che al momento sono disomogenei».
Il nodo però è la governance: ieri al Ministero dei Trasporti in Roma c'è stato un vertice che ha visto presenti l'agenzia regionale del Demanio, la Capitaneria di Porto, il Provveditorato alle Opere Pubbliche (ex Magistrato alle Acque), la Camera di Commercio e A.S.Po.: quest'ultima anche secondo Godino dovrebbe ritirarsi e lasciare campo aperto alla nuova Autorità di Sistema per i porti di Venezia e Chioggia presieduta da Pino Musolino, che ha ancora le mani legate. «Ai piani alti del ministeri – continua l'ex deputato – devono decidere se all'Azienda Speciale per il Porto vada del denaro in compensazione, oltre che dove sistemare il personale ora in carico all'A.S.Po. stessa». La nuova legge non è chiara, dal momento che appunto insistono attività camerali. Intanto il Comitato per il Rilancio del Porto chiede urgentemente alle autorità competenti un piano preciso per gli scavi dei fondali, la posa della fibra ottica e la riattivazione dei binari: tutti elementi che possono far tornare le navi sulle banchine clodiensi.

4 commenti:

  1. Escavi... se ne parla con una superficialita' invereconda! Escavare un canale che confluisce in una laguna, innanzi ad una bocca di porto... Ove in questa laguna, con bonifiche, sono state interrate le casse di colmata per le acque che accoglievano ed ammortizzavano l'onda di piena e quantomeno digradavano, espandendolo, il livello di colma della marea...
    Ma di che minchia stiamo parlando?

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  2. Il port difficulty per Chioggia e' sempre esistito e bravi sono stati gli operatori portuali a far arrivare le navi superando mille difficolta'.
    Ora la Legge e' chiara al porto di Chioggia subentra l'Autorita' Portuale di Venezia quindi ASPO deve dare subito le consegne a questa Autorita' senza tante storie.
    Il personale dell'ASPO puo' essere assorbito in parte da Autorita' Portuale di Venezia,in parte puo' essere utilizzato di aiuto al Giudice di Pace e per ultimo all'INPS di Chioggia che e' forse l'unico ufficio INPS in Italia che apre gli uffici solo di Martedì e Giovedì causa mancanza di personale.
    Il porto di Chioggia ha bisogno assoluto degli escavi e tutte queste difficolta' nel passaggio delle consegne fra ASPO e Autorita' Portuale non fanno altro che danneggiare ulteriormente lo scalo.
    Cari Signori ASPO svegliatevi in tre giorni si possono dare le consegne e ripartire con Venezia.

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  3. Perché non dite le cose come stanno dove Aspo e sinonimo di palestra di partito dove c'è tutta gente con parenti in vari partitini che si sono succeduti dove non c'è mai stato un piano che coinvolga tutti i settori e aziende marittime vergogna. Tutte o quasi scelte sbagliate vedi la linea ferroviaria o ex porto Saloni.

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    1. HAI RAGIONE ED E' ANCHE PER QUESTO MOTIVO CHE ASPO VA CHIUSA SUBITO.

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