«(la pescheria del Granaio, dalle) grandi tele rigate, tese da una parte della piazza all’altra per riparare le merci dai raggi del sole, che pongono dei grandi banchi nell’ombra e lasciano cantare gli angoli luminosi. (…) Ci sono dei mucchi di pesce che fanno svenire i pittori di natura morta, da Snyders, Fyt e de Heen, fino a Rousseau e Vallon. (…) In tutte queste città costiere d’Italia le donne del popolo conservano a lungo fitta la capigliatura. (…) Ho passato spesso la notte a Chioggia, e ho potuto vedere riunita a teatro la gente della città che ordinariamente vive ritirata: vi si arriva da una serie di grandi portici ribassati, separati da calli con pozzo, dove si aprono le finestre di case caratteristiche».
(Charles Yriarte, “Les bords de l’Adriatique et de le Montenegro”, Parigi 1878 con traduzione Treves in Italia nel 1885)

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