Dopo un solo giorno di tregua (stamane la marea si è fermata a 117 centimetri sul medio mare sia a Vigo che alla diga di Sottomarina, picco raggiunto fra le 10 e le 10.50), domani si annuncia una nuova giornata di passione in città per via dell’acqua alta. Alle 13.30 nelle case dei chioggiotti è risuonato il messaggio telefonico del sindaco via Alarm System, nel quale Alessandro Ferro annunciava la piena per domani mattina alle 11.20 con 145 centimetri previsti, che però si riferiscono ai dati del centro maree per quanto riguarda l’osservatorio della Salute a Venezia.
Le più dettagliate previsioni dei ricercatori dell’ISPRA, tarate su piazza Vigo, indicano alle ore 11.10 un livello massimo di 152 centimetri, che oltrepassando i limiti fisiologici del Baby Mose significa certa inondazione del corso del Popolo e di tutte le rive adiacenti ai tre canali. La previsione di ISPRA è anche più alta rispetto a quella destinata a martedì sera, quando poi si è verificato il caso di marea eccezionale fino a 170 centimetri a Chioggia e 187 a Venezia.
E come per ieri mattina, il Comune ha disposto per domani la chiusura precauzionale dei plessi scolastici ubicati nel centro storico di Chioggia: nel dettaglio rimarranno chiuse le scuole Pellico, Gregorutti, Padoan, Marchetti, CPA Principe Amedeo, ludoteca, Cavanis e Angelo Custode. Saranno gratuiti i parcheggi limitrofi al centro storico, tra Saloni, Borgo San Giovanni e isola dell’Unione, mentre continueranno a non funzionare per guasto tecnico le sirene che solitamente annunciano l’acqua alta. Il sindaco raccomanda i residenti nelle calli e le attività in corso del Popolo a prendere per tempo le opportune precauzioni. Tra le ore 12.30 e le 14 è previsto l'arrivo del ministro bellunese Federico d'Incà, titolare della delega ai rapporti con il Parlamento.
Nelle ore più calde della marea montante, in diversi luoghi del centro storico ma anche di Sottomarina era saltata l’energia elettrica e non funzionavano le comunicazioni telefoniche: le cabine e le centrali infatti sono collocate a livelli bassi e non stagni, diventando automaticamente fuori uso non appena arriva l’acqua dentro, con probabili rischi di corto circuito e notevoli spese per la riparazione.


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