Chioggia vanta un Centro di Formazione Professionale all'avanguardia nel territorio, con dotazioni nuovissime e altrove inesistenti, eppure la sua futura governance è ancora adesso oggetto di discussione. Dopo la fine dell'ente Provincia, che ha gestito negli anni la formazione professionale, la subentrante città metropolitana di Venezia se ne sta “lavando le mani” (come accade per molte altre materie), così i CFP sono passati sotto il controllo della Regione: non è un mistero che, di 17 centri veneti, gli unici che di fatto stanno funzionando a pieno regime sono quelli di Chioggia e di Treviso. Senza l'ansia di occuparsene direttamente, la Regione ne attribuisce la responsabilità ad enti esterni (ad esempio istituti cattolici quali Cavanis o Salesiani): per questo motivo è stato lanciato un bando, destinato alla ricerca di partner interessati alla gestione congiunta del CFP clodiense. La prima fase -che assegna i punteggi- scadeva oggi a mezzogiorno, ancora non sono state rese note le eventuali candidature: importante è capire quale struttura si presenta, dal momento che idealmente necessitano supporti da enti con provata esperienza formativa; la seconda fase di questa richiesta di partenariato scadrà il prossimo lunedì 4 luglio. I vertici ancora non si sbottonano, considerato anche il passaggio di competenza dopo la fine dell'ente provincia, preludio a grandi cambiamenti: una questione politicamente molto delicata, mentre sopraggiunge l'esigenza di dare certezze sia ai dipendenti, ora legittimamente disorientati, che alle famiglie dei numerosi allievi. Con la speranza che la Regione -e perché no il Comune di Chioggia- diventi parte attiva nella scelta del partner: intercettato da Chioggia Azzurra, il neosindaco Alessandro Ferro dice che «il problema ci è noto, sia a livello locale che regionale. Sarà nostra cura fare tutto il possibile per salvaguardare il livello di questo importante istituto formativo», naturalmente quando la nuova amministrazione si sarà insediata per intero.
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