La secca eccezionale degli ultimi giorni sta creando notevoli problemi alle attività economiche ubicate alla foce dell'Adige. In particolare la darsena gestita da sempre dalla famiglia Meo sta soffrendo la perdita di clienti dovuta all'impossibilità di uscire il mare in quanto il fondo sabbioso arena le barche: una situazione -dicono i Meo- venutasi a creare dopo le ultime sistemazioni, che hanno allargato l'alveo del fiume disperdendone le acqua anziché convogliarle sul fondo. Come spesso succede, non è chiara l'autorità tenuta a procedere all'escavo del corso d'acqua: la competenza è spezzettata fra Genio Civile, Capitaneria di Porto, probabilmente anche il Magistrato alle Acque e i consorzi di bonifica. Non bastasse, i Meo denunciano anche una disparità di trattamento con la sponda rodigina, dove è consentito prelevare la sabbia in eccesso per rinforzare la spiaggia di Rosapineta mentre altrettanto pare non sia possibile fare con quella di Cavanella. "Il secondo fiume d'Italia non può versare in queste condizioni", conclude la famiglia che più di altre sta soffrendo un fattore non solo climatico e contingente, ma anche amministrativo e ingegneristico nelle scelte fatte a loro tempo.
Via libera ai “sabbionanti“ed in un batter d’occhio scaverebbero tutto …..ed anche di più. In quanto ai permessi, ci penserebbero loro a procurarseli.
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