La presentazione, davanti a un pubblico composto da bambini, genitori e adulti è iniziata al buio, si è svolta, in parte, alla fievole luce di tre candele, fate accendere proprio dai bambini per renderli protagonisti dell’evento.
Panteghini, insegnante, ha iniziato spiegando ai bambini in modo semplice cosa sono le favole, la loro struttura, la storia “tragica”, la “magia” e il “lieto fine” per poi arrivare al concetto che le proposte attuali su cui si concentra l’attenzione dei bambini e dei ragazzi, i videogiochi, mancano di un passaggio: il lieto fine.
Sperimentando nelle sue classi, incitando i ragazzi a raccontare una loro novella, ha notato che la maggior parte di loro tende a concludere le proprie storie in maniera tragica.
Se un tempo i ragazzi, ascoltando le favole giungevano alla conclusione che, qualsiasi tragedia ti fosse capitata, saresti riuscito a cavartela, il lieto fine, ora sembrano avere una visione più disfattista, dando l’impressione che davanti a un problema non abbiano la fiducia che questo si possa risolvere.
Da qui la decisione di scrivere un proprio libro di favole in modo da rilanciare, tra i propri lettori, il concetto del lieto fine.
Ai piccoli spettatori ha poi voluto donare una pietra magica, in grado di accompagnarli ad affrontare le piccole paure.
Il libro. ù
La bella e il bosco addormentato, e altre meraviglie, edito da Anguana Edizioni, è disponibile nelle librerie fisiche e on line e in alcuni bacari di Riva Vena.

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