lunedì 24 febbraio 2020

LAVORI DI PUBBLICA UTILITÀ, QUINDICI NUOVI ASSUNTI PER SEI MESI: IL COMUNE E LA PARTECIPATA SST LI IMPIEGHERANNO NELLA MANUTENZIONE E NEI PARCHI

Sono stati presentati questa mattina, nella sala consiliare del Municipio di Chioggia, i 15 nuovi lavoratori di pubblica utilità assunti per sei mesi grazie al progetto "Chioggia riparte dal lavoro", che per il terzo anno consecutivo consente a queste persone di tornare a occuparsi professionalmente, dando nuovi stimoli alla propria riqualificazione personale. Il progetto, finanziato dalla Regione con 89mila euro e la compartecipazione del Comune al 25%, coinvolge la società partecipata SST (erano presenti l'amministratore Emanuele Mazzaro e il funzionario Davide Nicchetto), oltre alle cooperative sociali Egolabor e Titoli Minori che assumono materialmente le persone. Sei dei nuovi lavoratori saranno impiegati nei servizi di manutenzione dei beni pubblici, altrettanti nei parchi e nella vigilanza dei giardini, tre invece lavoreranno a livello amministrativo nelle strutture dell'ente.

L'assessore alle politiche sociali Luciano Frizziero ha anche annunciato il prossimo arrivo di 115mila euro, sempre da parte della Regione, da spendere fra Chioggia, Cavarzere e Cona in altri progetti di inserimento lavorativo: mercoledì l'incontro fra i tre sindaci per ripartire i fondi del Reddito di Inclusione Attiva e dare il via ai progetti mirati. Sempre in questo ambito, saranno attivati anche ulteriori progetti utili alla collettività, che coinvolgeranno i percettori del reddito di cittadinanza, i quali (assicurati dall'INAIL) verranno chiamati a rendere da 8 a 16 ore di lavoro in ambito culturale, ambientale e sociale, senza naturalmente ricevere uno stipendio. Chioggia vanta oltre 600 persone aventi diritto al reddito di cittadinanza.

Le assistenti sociali dell'area Inclusione, nella commissione che ha valutato l'idoneità dei 56 partecipanti al bando, si sono rammaricate per non aver potuto coinvolgere tutti coloro che hanno presentato la domanda: tra i criteri di selezione, infatti, anche la precedenza a chi finora non aveva fruito nella pratica del progetto, che ha tra i suoi scopi anche il recupero di coloro che dal lavoro si erano allontanati, spesso per cause non dipendenti dalla propria volontà.

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