«L'acqua di Eraclito per sei ore cala e per sei ore cresce, placenta che alle foci dei fiumi nasce veneziana senza cura e muore rodigina senza turismo, onda concentrica di un sasso lanciato sul Lusenzo, nutrimento del piccione alla stessa pozza dove il regime gelava preventivamente i piedi ai resistenti, e la siora Lea vendeva i bonbon a manciate. Non c'è più, la bottega: se n'è andata con la sua figura, come se ai bambini di oggi non fosse dato chiedere i dolciumi alle nonne appena un raggio di sole trafigge gli occhi sul canale. La crisi è l'acqua che si ritira in secca e peggiora il suo profumo, arretra e lascia terra».
(Enrico Veronese, "La crisi", Il Ridotto 2013. Continua a questo link)

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