Cinque ciliegi dal Giappone in nome dell'amicizia tra i popoli. Ad altrettanti anni esatti di distanza dal terribile sisma che coinvolse l'isola del Sol Levante, la città di Shiogama rinnova la propria vicinanza a Chioggia -consacrata la scorsa estate con due eventi riguardo l'agricoltura e la pesca dei due Paesi- attraverso una toccante cerimonia nei giardini del Sagraeto: le cinque piante (logicamente ancora allo stato di arbusto), simbolo del Giappone, sono state donate grazie al contributo di 36 sottoscrittori nipponici, e messe a dimora dagli assessori Marco Dughiero ed Elena Segato, dal vescovo monsignor Tessarollo e da Rokuemon Tanno, presidente dell'associazione Shiogama-Chioggia, che ha ricevuto i doni della città.
L'iniziativa è stata fortemente voluta dal professor Eracleo Delrio -presidente dell'Università popolare “Oselladore” e del circolo sardo di Chioggia- rappresentato alla cerimonia dalla moglie, signora Gianna, che ha ricordato anche la collaborazione economica tra la Cam e una omologa ditta giapponese per l'import export di prodotti ittici.
«Vi preghiamo di ricordarci -scrive il sindaco di Shiogama, Akira Sato- quando ad ogni primavera i ciliegi saranno in fiore. A cinque anni dal terremoto le strutture di pesca e di floricoltura sono state quasi del tutto ricostruite». Fa eco l'assessora Segato: «Per dare casa a questi alberi abbiamo scelto un luogo protetto e di preghiera». Il rapporto tra Shiogama e Chioggia vive ogni giorno anche sul web, dove i cittadini di ambo le parti si scambiano informazioni e curiosità.
Ulteriore appuntamento di questa relazione, mercoledì 16 marzo (ore 21) al cinema Don Bosco, per la proiezione del film documentario “Fukushima: una storia nucleare” di Pio d'Emilia e Matteo Gagliardi. Ingresso libero.
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