«I pescivendoli, svegli da prima dell'alba, attirano clienti al banco vociando e ciarlando. Li adescano e stupiscono, li ammaliano e incantano con il loro dialetto inconfondibile, incastonato di vocali allungate all'inverosimile, aperte quando il resto del mondo le pronuncia chiuse. Fuori dalla pescheria, i gabbiani attendono la chiusura del mercato, quando potranno fiondarsi sugli avanzi di sarde e molluschi: intanto, belle statuine, si ergono possenti e minacciosi, uno su ogni palo. Distinti e fieri, come enormi albatros, sfidano i leoni scolpiti qua e là».
(Ilaria Fidone, "L'ultima città invisibile", 2015)

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