L'amministrazione comunale di Chioggia esclude la Loggia dei Bandi dal novero dei sei beni pubblici (ora diventati cinque) passibili di assegnazione a realtà del Terzo Settore, utili ai fini di una nuova valorizzazione. Giorni fa la giunta aveva approvato l'avviso pubblico atto a ricevere manifestazioni d'interesse in tal senso, come era accaduto per il centro minori La Barca a Ridotto Madonna: da subito si erano levati gli scudi della politica (con Rifondazione Comunista e il PD in prima fila), ma anche la perplessità in seno a svariate realtà civiche, in vista della candidatura di Chioggia a capitale italiana della cultura per il 2024.
Questa mattina la nota dell'assessora al Turismo Isabella Penzo, nella quale si legge che «sentite le categorie economiche, parti politiche e associazioni del territorio, l'amministrazione comunale ha deciso e dato mandato agli uffici di stralciare la parte di avviso pubblico che riguarda la Loggia dei Bandi. Per la scelta della destinazione di un sito storico così importante, è necessario un maggiore confronto e condivisione con la città».
Era stato lo stesso sindaco Alessandro Ferro, dialogando con il banchetto di Rifondazione in corso del Popolo, ad anticipare la decisione: il segretario del partito, Francesco Zennaro, ipotizza per lo stabile la duplice vocazione a ufficio di informazioni turistiche e nuovo avamposto della polizia locale, oltre alla sede ubicata all'isola Saloni.
Dal canto suo Barbara Penzo, segretaria del Partito Democratico di Chioggia, è parimenti contraria all'esternalizzazione: «L'amministrazione riveda questa scelta insensata e pianifichi quanto prima il recupero della Loggia, salvandola dal degrado in cui è caduta e restituendo alla città nel suo splendore questo bene costruito nel 1531 al centro della piazza, che ha un valore storico, architettonico e simbolico inestimabile. La Loggia dei Bandi non può che essere sovrintesa da un ente pubblico, che ne garantisca memoria e valore».



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