martedì 16 marzo 2021

STOP AI VACCINI ASTRA ZENECA, ALLARME DALLA REGIONE: «CAMPAGNA BLOCCATA, POSSIAMO GARANTIRE SOLO I RICHIAMI»

Mentre a Chioggia la tendenza alla diminuzione dei contagiati è stata invertita -ora sono 217 i positivi al virus, al ritmo di dieci nuovi casi al giorno- la sospensione del vaccino Astra Zeneca in tutto il territorio nazionale ha causato, come prevedibile, lo scombussolamento dei piani dell'ULSS 3 Serenissima. Già ieri, alle 16.30, gli addetti al terminal di Val da Rio hanno dovuto mandare a casa trenta fra anziani e docenti che si erano prenotati, convocandoli per la giornata odierna: si tratta soprattutto di ultraottantenni nati nel 1935 e nel 1936, ai quali è stato somministrato il vaccino Pfizer o Moderna.
La vaccinazione è stata invece temporaneamente sospesa per gli operatori della scuola, i quali hanno ricevuto un sms che li avvisa dell’annullamento della seduta, e saranno ricontattati per riprogrammare l’attività vaccinale. Per il resto quest'ultima è avanzata senza ulteriori intoppi, sempre col privilegio per i soggetti a elevata fragilità: notevole la velocità della procedura nello spazio di 400 metri quadri, con la possibilità di vaccinare anche 60 persone l'ora, ovvero circa 600 al giorno.

L'allarme Astra Zeneca però mette in ambasce il sistema vaccinale della Regione Veneto: durante la conferenza stampa quotidiana, il direttore generale della sanità Luciano Flor ha dichiarato che ora è possibile garantire solo la seconda iniezione per chi ha già ricevuto la prima, e quindi non si riesce più a vaccinare alcuna nuova classe o categoria di persone. Il presidente della giunta regionale Luca Zaia ribadisce che Astra Zeneca è il vaccino principale sopra il quale si fonda l'intera campagna in Veneto, per cui la sospensione -ci si augura temporanea- pesa il doppio rispetto che altrove.

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