Col rinvio ad ottobre delle opere di rinforzo al ponte translagunare delle Trezze, continua il divieto di transito imposto dall'ANAS ai trasporti superiori a 44 tonnellate e non preventivamente autorizzati. Il presidente del Comitato per il Rilancio del Porto di Chioggia, Alfredo Calascibetta, lamenta il blocco pressoché totale del traffico diretto allo scalo clodiense: «Come se non bastasse il mancato scavo dei canali di navigazione - esordisce l'operatore - e lo scoppio del contagio con il personale in cassa integrazione, anche questa misura taglia fuori un porto che sta morendo sotto tutti gli aspetti».
La regola infatti vuole che il totale del mezzo, camion + motrice, non possa superare le 44 tonnellate di peso: «Già il camion in sé pesa 16 o 18 tonnellate - valuta Calascibetta - aggiungendo altre 25-28 tonnellate, ovvero il traffico che il porto di Chioggia muove ogni giorno, vengono superati i limiti». L'incontro con ANAS, voluto dagli operatori stessi, è servito soltanto a certificare che l'ente autorizza solo coloro che inviano preventivamente la richiesta, previa comunicazione con tutte le specifiche e valutazione caso per caso.
A questo punto l'Autorità Portuale di Venezia sta cercando di finanziare una perizia nei confronti del calcestruzzo e della tenuta del ponte, dal momento che - secondo il Comitato per il Rilancio del Porto - ANAS sostiene di non avere denaro sufficiente: «L'ingegner Andrea Menin dell'Autorità Portuale - conclude Alfredo Calascibetta - nominerebbe un perito tecnico per verificare lo stato dell'opera, prima che in autunno partano i lavori di sistemazione. È la soluzione più vicina».



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