domenica 9 agosto 2020

DAL RISARCIMENTO ALLA COSTITUZIONALITÀ, TUTTI GLI SCOGLI DEL DECRETO CHE BLOCCA IL FUNZIONAMENTO DEL DEPOSITO DI GPL. DOMANI LA PUBBLICAZIONE

Trascorse le prime ore d'euforia dopo l'inserimento, nel decreto "agosto", di una norma che blocca l'entrata in funzione del deposito di gpl in Val da Rio, in quanto costruito sopra la laguna di Venezia che è un bene protetto dall'UNESCO, affiorano alcune questioni giuridiche ancora non risolte, o che potenzialmente sono in grado di ostacolare la realizzazione del proposito governativo. E questo al di là delle beghe politiche relative alla paternità della misura: il senatore del PD Andrea Ferrazzi, ad esempio, ha manifestato l'auspicio che il testo ufficializzato domani sia lo stesso uscito dalla seduta del Consiglio dei Ministri, comprensivo della formula "aalvo intese".
Bisogna innanzitutto considerare che il provvedimento assumerà la forma del decreto della Presidenza del Consiglio, non quindi del decreto legge: le due norme differiscono dal momento che il primo è un atto amministrativo, non già passibile di trasformazione in legge dopo 60 giorni da parte del Parlamento.

Risulta ai più invero irrituale - come osserva anche il giornalista Diego Degan nel suo commento pubblicato oggi dal quotidiano Il Gazzettino - l'utilizzo di un decreto presidenziale con aspetti d'urgenza, relativamente a una situazione che si protrae da anni e per la quale pende un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto in merito alla banchina sequestrata.
Più che altro, due sono gli aspetti che rendono perplessi: l'inserimento di una disposizione del genere in un testo vocato a regolare le questioni aperte dall'emergenza sanitaria da Covid-19, e la previsione di una fattispecie (deposito non ancora in funzione, entro una località tutelata dall'UNESCO) che ad oggi in Italia si riscontra solo a Chioggia, costituendo così il precedente di una disciplina "ad civitatem" e per ciò stesso non universale. Senza contare l'importanza dell'ampia partita destinata ai risarcimenti: il fondo statale ammonta a soli 5 milioni, quando Costa Bioenergie ne ha investiti 35 per la realizzazione dell'opera. E tutto lascia intendere che, nel caso, non si accontenterà.

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