Sono stati resi noti ieri dall'Autorità Portuale di Sistema per l'Adriatico Settentrionale i dati relativi ai primi tre mesi dell'anno per quanto riguarda l'attività nei porti di Venezia e di Chioggia. Come prevedibile e come avvenuto dappertutto nel mondo, l'emergenza da Coronavirus ha drasticamente abbassato i volumi di traffico: nello scalo clodiense addirittura la diminuzione -rispetto ai primi tre mesi del 2019- si attesta al 35.8%, con 220mila tonnellate trattate. L'anno precedente, peraltro, aveva mostrato un trend crescente che lasciava ben sperare per il futuro, abbattuto invece dal Covid-19. Il settore che ne risente di più sono i general cargo (-67,6%) mentre calano del 7,8% i prodotti petroliferi.
Più contenuto, al 10.5%, il calo degli affari nel porto veneziano, da dove sono passati 5milioni e 786mila tonnellate di merce: a risentirne soprattutto le derrate alimentari e i prodotti minerari, come il carbone per via della riconversione a gas della centrale Palladio. Un deciso crollo infine ha visto vittima il settore crocieristico, con il 65% in meno dei passeggeri, concentratisi nei primi 50 giorni dell'anno antecedenti le chiusure.


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