C'era molta attesa questa mattina al mercato orticolo di Brondolo per il primo, grande conferimento del radicchio nuovo di Chioggia, con i timori per un eccessivo ribasso del suo valore oltre alle grandi quantità invendute. Il carico odierno ammonta a circa 800 quintali, e il "principe rosso" è stato scambiato a 25 centesimi di media il kg: cifre preoccupanti, ma - giudica un operatore - meglio del previsto. Il lockdown è stato evitato, ma probabilmente solo rinviato: «L'importante adesso non è il prezzo - dice il commerciante - ma riuscite a vendere tutto. Al prezzo penseremo più avanti: con il blocco confermato in Francia fino al 4 maggio e nel resto d'Europa anche una settimana più tardi, il destino appare segnato».
Preoccupazione traspare anche dalle parole di Mauro Mantovan, funzionario della Confederazione Italiana Agricoltura di Chioggia: «Ero poco fa al telefono con un associato disperato - racconta a Chioggia Azzurra - anche perché nella crisi sono interessati tutti i prodotti, come le carote, non solo il radicchio. Ci mettiamo nei panni di chi coltiva e spende 8-12mila euro a ettaro, anticipati o facendosi debiti. Qualcuno sta pensando al macero, a distruggere la propria produzione, e cerchiamo di scongiurarlo. O la situazione recupera con le prossime semine, col raccolto di fine aprile e di maggio (e magari con la modifica del clima), oppure saranno sopraffatti dagli affitti e dal costo dei mezzi di produzione». Secondo Mantovan, a 70-80 centesimi il kg ci può essere un guadagno ragionevole, mentre la sostenibilità per andare in pari può essere fissata tra 40 e 50 centesimi il kg, a seconda della tipologia aziendale.

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